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Egisto Corradi | Africa A Cronometro

EGISTO CORRADI

Egisto Corradi ( Parma 1914 – Milano 1990) è stato un giornalista e scrittore italiano.

Nato in una famiglia di origini contadine, si laureò in Economia e Commercio e si avvicinò giovanissimo al giornalismo. Iniziò a lavorare come correttore di bozze alla Gazzetta di Parma, di cui divenne caporedattore all’indomani del 25 aprile 1945. Durante la Seconda guerra mondiale fu in Grecia e poi in Russia come ufficiale della Divisione alpina Julia, da cui tornò con una medaglia d’argento al valor militare. La tragica esperienza degli Alpini nella sacca del Don venne raccontata da Corradi nel libro “La ritirata di Russia”, pubblicato da Longanesi e attualmente rieditato da Mursia.

Nell’immediato dopoguerra fu assunto dal Corriere della Sera come inviato e lavorò per questa testata per quasi trent’anni. Inviato di cronaca e di guerra, in Italia fu testimone di eventi come la alluvione del Polesine, la tragedia del Vajont ed il terremoto del Belice. Dall’Ungheria raccontò la rivoluzione del 1956 e nel 1968 la primavera di Praga e l’invasione sovietica. Scrisse a lungo dal Vietnam e dalla guerra civile del Congo, fino alle più recenti cronache dall’Afghanistan.

Nel 1974 con altre firme del Corriere della Sera seguì Indro Montanelli nella fondazione de Il Giornale Nuovo.

Nei ricordi di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere Corradi di persona emerge quanto unamime fosse il senso di profonda stima ed ammirazione di cui era circondato, sia come uomo che come professionista.

Tra le testimonianze piú significative, proponiamo quelle di Indro Montanelli, che fu suo collega e direttore a Il Giornale Nuovo, di Gian Franco Moroldo, uno dei piú grandi fotogiornalisti italiani e leggendario inviato de L’Europeo, che con Corradi rischío la pelle in molte circostanze, e di Beppe Severgnini, che fu suo collega sempre a Il Giornale Nuovo.

Il ricordo di Marina Corradi

Il ricordo di Indro Montanelli

Il ricordo di Gianfranco Moroldo

Il ricordo di Beppe Severgnini