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Il ricordo di Indro Montanelli | Africa A Cronometro

Estratto dalla prefazione  del libro “Dalle zone calde” (supplemento al n.303 de Il Giornale nuovo, 1981, Società Europea di Edizioni).

” ‘Quando scoppia una guerra’, notò anni fa il senatore americano Hiram Johnson (ma la battuta non è sua, appartiene a Evelyn Waugh), ‘la prima vittima a cadere sul campo di battaglia è la verità’. Se questa è la regola, le eccezioni non mancano, ed Egisto Corradi fa parte delle eccezioni.

Le piccole guerre, affastellate e sbrigative, che hanno costellato i trentasei anni di pace -si fa per dire- che ci separano dalla fine del Secondo conflitto mondiale, l’hanno visto sempre in prima linea. E non c’era neppure bisogno di mandarcelo. Ha sempre chiesto d’andarci lui, senza fucile m armato del suo fiuto, ch’è la cosa che forse più conta in un corrsipondente di guerra. Assieme all’onestà. Basta guardarlo negli occhi per capirlo, perchè Corradi possiede il thàuma, cioè l’innocente capacità di meravigliarsi.

I suoi articoli hanno l’immediatezza delle “cose viste”, e quella serrata concatenazione dei fatti che, senza appesantimenti ideologici, offre anche al lettore un’analisi politica. E di prim’ordine. Rileggetevi questa scelta d’articoli pubblicati sul “Giornale nuovo” dalla fondazione. V’accorgerete quante previsioni, in anticipo d’anni sui “politologi” professionali, ha azzeccato lui, che si vanta soprattutto d’essere un “cronista”: dal Vietnam alla Cambogia, dall’Etiopia alla Cina, dall’Iran all’Afghanistan. E poi,c’è il piacere della lettura.

Molti articoli -come direttore del “Giornale” posso testimoniarlo- Corradi li ha dettati “ a braccio”, eppure reggono nella loro semplicità limpida e all’osso, ch’è il loro fascino.”