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Gabrielle D’Ieteren | Africa A Cronometro

 GABRIELLE D’IETEREN

All’ inizio di Africa a Cronometro, Egisto Corradi rievoca, la presentazione alla stampa dei concorrenti che avrebbero partecipato alla Méditerranée – Le Cap, che avvenne nel corso di un ricevimento al Palais d’Eté, in una bella località panoramica alla periferia di Algeri. Gli equipaggi e le vetture sfilarono al centro d’un giardino lussureggiante percorso da grandi viali coperti da ghiaietta che ricordavano la villa Floridiana a Napoli, e tra essi Corradi notó

… una vetturetta tedesca guidata da due anziane signore belghe, l’unico equipaggio del tutto femminile del Rallye …

La “vetturetta tedesca” era una Volkswagen 1200, mentre le due “anziane belghe” erano Gabrielle D’Ieteren, che aveva in effetti giá passato i sessant’anni (era nata nel 1890), e la sua compagna di avventura, Charlotte Van Marcke de Lummen, che di anni ne aveva quasi quaranta.

A prima vista, questo equipaggio sembrava destinato, come mormoravano in molti, ad un rapido ritiro, e nulla lasciava presagire che invece si sarebbe affermato come una delle rivelazioni della gara, dominando la categoria delle vetture al si sotto dei 1100 cc di cilindrata e ottenendo un ottimo 17ᵒ posto in classifica generale, appena dietro al Lancia Beta guidato da Gatta (15ᵒ), ma davanti all’Aurelia di Barracco (19ᵒ) ed al Lancia Beta di Christillin (20ᵒ), quello di Corradi.

Quello che ben pochi di coloro che osservavano le vetture sfilare nel giardino del Palais d’Eté sapevano era che dietro ad una apparenza inoffensiva, si celava una squadra temibile, determinata a ben figurare e la cui partecipazione era stata il risultato di una preparazione meticolosa.

All’arrivo, stanche e vittoriose

Ospiti in presso i Touaregh

Charlotte alle prese con le formalitá

Insabbiate

(fotogramma tratto dal film Alger Le Cap di  Serge de Poligny, Francia, 1953)

 

La vetturetta anzitutto non era quello che sembrava, e cioè una banale “vettura del popolo”; in realtá si trattava di un vero prototipo purpose built, realizzato cioè apposta per partecipare a questo Rallye, e che dietro a delle forme famigliari celava profonde modifiche a livello di carrozzeria, telaio e, soprattutto, meccanica. La vettura era stata messa a disposizione direttamente dalla Volkswagen all’importatore della marca tedesca in Belgio, che dal 1948 aveva anche avviato la produzione su licenza delle vetture Studebacker, e che ebbe a disposizione alcuni mesi per completare tutte le modifiche ritenute necessarie per affrontare nel migliore dei modi la dura competizione africana.

A partire dal 1948, le vetture Volkswagen erano importate in Belgio dalla societá Anciens Etablissements D’Ieteren Fréres S.A., una societá che nella prima parte della sua lunga storia iniziata nel 1805 si era occupata della produzione di carrozze. A partire dal 1894, la societá, tra le prime in assoluto, cominició ad interessarsi anche alle automobili, avviando una attivitá che, artigianale in un primo tempo, sarebbe evoluta ad una scala industriale a partire dal 1906. Colui che diede impulso alla crescita della societá all’alba del XX secolo fu Lucien D’Ieteren, che altri non era che il marito di quella “anziana signora belga” che Corradi aveva notato alla guida della vetturetta tedesca nel giardino del Palais d’Eté, nonché il padre di Pierre D’Ieteren, il giovane che nelle settimane immediatamente precedenti appa partenza del Rallye era salito agli onori delle cronache avendo completato un raid molto impegnativo di oltre 25.000 da Bruxelles al Congo Belga e ritorno.

Quindi, Gabrielle D’Ieteren era la discendente di una dinastia di artigiani ed industriali, le cui carrozze e, piú recentemente, autovetture erano state apprezzate da teste coronate, nobili e borghesi di mezza Europa.

Gabrielle D’Ieteren era una donna energica, tanto che coloro che avevano a che fare con lei, ed in particolare gli uomini, l’avevano soprannominata “il generale”. Spirito indipendente, era dotata di un acuto spirito di osservazione, di un profondo desiderio di conoscere e di uno spiccato senso dell’umorismo.

Prima donna del Belgio ad ottenere la licenza di guida, era sempre stata una donna decisa ed intraprendente, che aveva giá dimostrato il suo coraggio quando, durante la Grande Guerra mondiale, faceva la staffetta tra Bruxelles ed il fronte.

Deux Femmes au Volant, Edition l’Ecran du Monde, Paris, 1951

 

Vacances au Hoggar, Amiot-Dumont, Paris, 1952

 

L’Afrique Mouvante, Edition Le Sphinx, Bruxelles, 1953

 

L’itinerario seguito nel viaggio raccontato nel libro L’Afrique Mouvante

Quando suo figlio Pierre, che aveva probabilmente ereditato lo spirito di avventura della madre, decise di organizzare la spedizione in Congo Belga, il cuore dell’intrepida signora cominció a battere forte.

Ma Pierre si oppose decisamente all’idea di condurre sua madre in questa avventura che si preannunciava particolarmente impegnativa e rischiosa. Gabrielle sembra non prese molto bene il rifiuto; ormai  in casa D’Ieteren non si parlava altro che di Africa, ed un giorno Pierre, forse in preda a rimorsi, fece leggere a sua madre un numero del Figaro nel quale il giornalista Pierre Voisin descriveva in termini entusiastici quello che sarebbe diventato il Rallye Méditerranée – le Cap. Era il marzo del 1950. La partenza era prevista per il mese di novembre.

A questo punto si trattava solo di trovare un compagno o una compagna per organizzare la spedizione. La prima ipotesi venne immediatamente scartata dall’energica Gabrielle: un uomo infatti, già a cominciare dai primi chilometri, avrebbe finito col pretendere di comandare, il che era ovviamente impensabile. Il problema venne risolto il sabato successivo durante una dele tradizionali riunioni di famiglia, di fronte ad una tazza di tè. Ad aderire con entusiasmo alla proposta di Gabrielle di attraversare tutta l’Africa in automobile (niente di piú e niente di meno), fu Charlotte Van Marcke de Lummen, di una ventina d’anni piú giovane di lei, che molte fonti dell’epoca sostengono fosse sua figlia. In realtá, Charlotte era una amica di famiglia, moglie di uno stretto collaboratore di Lucien D’Ieteren, il quale a partire dal 1956 avrebbe ricoperto la carica di Direttore Tecnico della societá, della quale divenne poi Vice Presidente nel 1963.

Ecco gli autografi delle due protagoniste su una copia di Deux Femmes au Volant:

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Gabrielle D’Ieteren, oltre alle qualitá giá menzionate, ne possedeva anche un’altra: era un’ottima scrittrice. Come Egisto Corradi, una volta ritornata in patria pubblicó un libro nel quale narró le vicende della sua partecipazione alla prima edizione della Méditerranée – Le Cap, il cui titolo è molto significativo: Deux Femmes au Volant (Due Donne al Volante).

Lo stile di Gabrielle è molto caratteristico; con una sensibilitá tipicamente femminile, offre dei luoghi che attraversa e delle persone che incontra descrizioni di una accuratezza e vivacitá fuori dal comune, la sua prosa essendo impreziosita anche da un profondo senso dell’umorismo e da una sottile autoironia. Leggendo le sue pagine, si ha la sensazione che l’attraversata dell’Africa sia stata per lei poco piú che una gita fuori porta, mentre sappiamo bene che non fu cosí. Per apprezzare le doti di pilota di Gabrielle dobbiamo affidarci alle testimonianze di coloro che affrontarono con lei le fatiche ed i rischi del Rallye.

A titolo di esempio, riportiamo un episodio riferito nel corso di un’intervista dallo svizzero Berney, che partecipó al Rallye a bordo di una Buick. Nella tappa tra Zinder a Kano, immediatamente prima della frontiera tra l’Africa Occidentale Francese e la Nigeria, la pista attraversa una zona paludosa, ove la profonditá dell’acqua impone agli organizzatori di inviare un potente camion Dodge dell’Esercito Francese per trainare i veicoli in difficoltá. Tutti furono costretti a ricorrere all’aiuto dell’assistenza, ad eccezione di Gabrielle, che, tra l’incredulitá dei miltari, fu l’unica a superare l’ostacolo con i suoi mezzi.

Con lo stile che la caratterizza, anziché celebrare il suo successo, Gabrielle cosí descrive l’episodio:

Quando una vettura entra a grande velocitá in una palide che contiene quaranta centimetri d’acqua, anche se questa è molto salata come nel nostro caso, finisce con il sollevarne una massa coinsiderevole. Quest’acqua proiettata in alto è ovviamente destinata a ricadere. In quel frangente, l’acqua finí con il ricadere in macchina, poché l’equipaggio femminila aveva dimenticato di chiudere il tetto apribile …

L’esperienza africana la marcó profondamente, al punto che vi tornó anche nei due anni successivi: nell’inverno del 1951/52, sempre in compagnia di Charlotte ma, stavolta, anche con un gruppo di amici, decise di visitare a dorso di cammello il massiccio dell’Hoggar, nel sud dell’Algeria, che tanto l’aveva colpita quando l’aveva attraversato a tutta velocitá durante in Rallye. Di questa avventura Gabrielle scrisse in un libro intitolato Vacances au Hoggar.

Molto piú impegnativo fu invece il viaggio che compí nel 1953: in compagia di un famoso giornalista belga, André Villers, ed a bordo nuovamente di un veicolo Vollswagen, Gabrielle compí una lunga ed impegnativa spedizione il cui scopo era quello di documentare i profondi mutamenti che si stavano verificando nel continente africano. Partiti da Tunisi, Gabrielle e Villers attraversarono la Libia, l’Egitto, raggiunsero l’Eritrea costeggiando il Mar Rosso, attraversarono Sudan, Etiopia, ove intervistarono l’Imperatore Hailé Selassié, e Kenia, che era allora in piena rivolta Mau Mau, per poi raggiungere l’Uganda ed infine il Congo Belga, paese dal quale tornarono in Belgio in aereo, visto e considerato che per Gabrielle il Sahara era ormai diventato un ambiente famigliare. Anche su questo viaggio Gabrielle scrisse un libro la titolo Afrique Mouvante (Africa in Movimento), che rappresenta un importante documento storico per comprendere i sentimenti e le tensioni che covavano i quegli anno di transizione dall’ordine coloniale alla indipendenze degli stati africani.

Grande viaggiatrice, pagó con la vita la sua passione per l’avventura; Gabrielle D’ieteren infatti morí di li a pochi anni in un incidente stradale in India.