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Turismo in auto nel 1951 | Africa A Cronometro

IL TURISMO AUTOMOBILISTICO AFRICANO NEL 1951

Nel periodo immediatamente successivo alla Seconda Guerra mondiale e per tutti gli anni 50 si assistette ad un vero boom del turismo automobilistico in Africa. Sulle riviste dell’ epoca erano frequenti gli articoli dedicati a viaggi individuali e spedizioni nei luoghi piú sperduti e con i mezzi piú diversi. Erano gli anni dei grandi raids continentali e trans-continentali, dei giri del mondo in Lambretta o in go-kart, dei records e delle grandi competizioni di regolaritá o velocitá nei quattro angoli del pianeta.

Fare turismo automobilistico in Africa non era comunque qualcosa che si potesse affrontare a cuor leggero, e richiedeva idee chiare ed una preparazione meticolosa. Per avere un’idea di cosa comportasse l’affrontare una simile avventura, presentiamo la traduzione del capitolo introduttivo alla seconda edizione del libro Trans African Highways pubblicata nel 1951 a cura dell’Automobile Association of South Africa (AA).


NOTE INTRODUTTIVE

Per coloro che intendono viaggiare lungo una qualunque delle Highways [si utilizza di seguito il termine originale inglese di Highway invece della traduzione letterale in italiano, Autostrade, che risulterebbe fuorviante considerando che la maggior parte di esse non era nemmeno asfaltata, N.d.T.] descritte in questa pubblicazione, le seguenti note basate sull’esperienza di altri motoristi Trans-Africani possono essere di un qualche interesse e utilità.

1. Scelta del veicolo

Le strade che attraversano la boscaglia sono spesso delle semplici ormaie con un dosso centrale causato dai numerosi veicoli che seguono le medesime tracce; questo dosso è a tratti ricoperto dall’erba che cela alla vista eventuali pietre. La pista stessa è spesso invasa da rocce affioranti e da radici. Queste osservazioni spiegano il motivo per cui è meglio disporre di una vettura con un buon sbalzo dal suolo. Le piste sabbiose e le centinai di miglia con pendenze considerevoli, combinate con il carico di tutta l’attrezzatura necessaria ed il combustibile, impone potenze adeguate.

Il caldo estremo (fino a 115° F nel deserto) rende preferibili le carrozzerie in legno piuttosto che quelle in acciaio, ed i passaggi nei tratti sabbiosi rendono necessari pneumatici a bassa pressione e di ampia sezione.

I paraspruzzi appesi alla carrozzeria tendono a rovinarsi rapidamente e a diventare rumorosi nei tratti accidentati e devono essere evitati. Le coppe delle ruote posteriori creano solo problemi quando si tratta di montare le catene nel fango. Indifferentemente dal tipo di carrozzeria che scegliete, è consigliabile installare delle zanzariere smontabili. Se viaggiate con un camion o con un furgone, il peso totale lordo non dovrebbe essere superiore alle 3 tonnellate metriche, che è il massimo peso per il quale la maggior parte dei ponti in Africa Centrale è stata progettata.

L’uso di rimorchi non è raccomandato: le curve lungo molte delle anguste strade che si percorreranno sono molto strette, e per passare è necessario staccare il rimorchio e farlo passare a mano. Nella maggior parte dei casi in cui si dovranno attraversare dei corsi d’acqua in traghetto si dovrà seguire la stessa procedura.

Indipendentemente dal tipo di vettura scelta, è necessario che la adattate per dormirci dentro. Per questo motivo, una vettura chiusa è meglio di una vettura scoperta o di un coupé.

2. Scelta della data di partenza

Si tratta di pianificare attentamente il viaggio. La Tabella delle Piogge in Appendice I offre un’indicazione dei mesi da evitare, se possibile, nei diversi tratti del viaggio. Per esempio, potete osservare sulla Carta che non ci sono praticamente piogge nella parte meridionale del Congo e in Kenya da giugno a settembre comprese. Un viaggio si andata e ritorno in questi territori può essere intrapreso sia in senso orario che antiorario durante questo periodo senza troppi rischi ritardi legati alle condizioni delle strade. Se non potete evitare di partire prima per una ragione qualsiasi, allora è meglio puntare verso nord passando dal Congo e ritornare dal Tanganika. Nel caso intendiate attraversare l’intero continente da sud a nord e viceversa, tenete presente che:

a) da Città del Capo ad Algeri: il deserto del Sahara può essere attraversato solo tra novembre e maggio, e parte della strada tra il nord della Nigeria è di solito non praticabile prima di dicembre. Per evitare le piogge torrenziali nella Rhodesia del Nord e nella parte meridionale del Congo Belga, si consiglia di partire alla fine di ottobre o in novembre, con l’obiettivo di raggiungere l’Africa Equatoriale Francese verso la fine di novembre. La strada da scegliere per attraversare questi ultimi territori dipenderà dalla presenza di inondazioni in prossimità del Lago Ciad (vedi le osservazioni che precedono la descrizione del tratto della Strada Internazionale A tra Bangassou e Kano a pagina 107).

b) Da Algeri a Città del Capo: Partendo nella prima metà di febbraio si riuscirà a completare l’attraversamento dell’Africa Equatoriale Francese entro la fine di marzo. È possibile incontrare piogge nel Congo Belga, ma le piogge torrenziali nella parte meridionale del paese e nella Rhodesia del Nord dovrebbero già essere finite quando questi territori verranno raggiunti.

c) Da Città del Capo al Cairo e Alessandria: nel caso in cui l’automobilista desideri viaggiare attraverso il Sudan unicamente per strada, allora è consigliabile partire verso novembre in modo da raggiungere Juba verso la metà di dicembre (vedete le osservazioni che precedono il settore della Strada Internazionale B Juba – Khartoum a pagina 223). Lungo la strada verso Juba è possibile ancora incontrare qualche pioggia, ma la strada dovrebbe essere percorribile sia che si scelga quella attraverso la Rhodesia del Nord che quella che attraversa il Nyasaland.

d) Da il Cairo a Città del Capo: partendo dalla stessa assunzione fatta nel caso c) in relazione all’attraversamento del Sudan, sarà consigliabile programmare la partenza dal Cairo in modo da arrivare a Khartoum entro la metà di gennaio. In gennaio e febbraio le strade in Uganda e Kenya sono normalmente asciutte; d’altro lato, quelle della parte meridionale del Tanganika possono diventare difficili nella seconda metà di febbraio. Per il viaggio tra l’Uganda e la Rhodesia del Nord quindi, è meglio attraversare il Congo Belga, dove le probabilità di ritardi legato alle piogge sono minori.

3. Disponibilità di carburante

Questo argomento è trattato nelle note preliminari che precedono la descrizione dei vari settori della Strada Internazionale.

Nel calcolare il consumo di combustibile previsto, bisogna tenere presente che esso è condizionato dal cambio di altitudine, che talvolta con variazioni fino al 75%, ed a meno che non interveniate in modo permanente a aggiornare la regolazione dei carburatori in  modo da adeguarla ai continui cambi di altezza, sarà prudente calcolate un incremento di consumo del 25%  rispetto a quello che si registra normalmente a quote basse.

Il consumo di combustibile sarà anche seriamente condizionato dalle frequenti variazioni di velocità e dai numerosi cambi di marcia imposti dalle sabbie cedevoli, dall’intersezione con dreni trasversali e dalle forti pendenze.

In ogni caso, è necessarie portare con sé adeguate riserve di carburante, così come di olio lubrificante.

4. Acqua

La rapida evaporazione dell’acqua nel radiatore dovuta al caldo estremo è un aspetto che non va trascurato, ed è necessario dotarsi di una idonea riserva d’acqua per fare fronte a questa evenienza.

5. Riserve

È bene prevedere di avere una piccola riserva di cibo in scatola per fare fronte ad ogni emergenza.

6. Attrezzatura

a) Macchina. L’attrezzatura dovrebbe comprendere non solo la normale dotazione di ferri, ma anche tutto quanto è necessario per smontare e rimontare ogni componente particolare. Occorre dotarsi di una ragionevole scorta di parti di ricambio, in particolare per le parti più esposte ad essere danneggiate da urti. Tra le dotazioni essenziali certamente rientrano un set di catene per le ruote posteriori. Bisogna tenere presente che lungo molti tratti di queste Highways sarà praticamente impossibile ricevere assistenza in caso di guasto. Sarà utile portare con sé almeno la seguente dotazione addizionale:

  • Un paranco con 200 yards di corda [equivalente a circa 185 metri, N.d.T.];
  • Un piccone, un’accetta, una sega a mano e un piccolo piede di porco;
  • Imbuti per la benzina e per l’olio (entrambi dovrebbero essere filtrati);
  • Delle assi di legno, dei sacchi di iuta, della rete metallica o delle piastre da utilizzare in caso di insabbiamento;
  • Assolutamente consigliato dotarsi di due martinetti idraulici.

b) Personali. È necessario portare con sé sia abiti caldi che adatti ai climi tropicali. Durante i mesi invernali, nel deserto è possibile faccia caldo di giorno ma di notte farà estremamente freddo. L’attrezzatura da campeggio (compreso il necessario per cucinare) deve fare parte della dotazione. Anche nel caso in cui esistano delle strutture turistiche, queste sono di solito prive di arredi e spesso non sono dotate del necessario per cucinare. Zanzariere e stivali per prevenire le punture degli insetti fanno parte della dotazione essenziale, insieme ad una cassetta di pronto soccorso (che comprenda il necessario per intervenire in caso di morso di serpente). Si possono verificare circostanze nelle quali avere una bussola a portata di mano si rivelerà estremamente utile.

7. Regole di circolazione

Bisogna tenere presente che nel Congo Belga e nei territori francesi la regola di circolazione è “Guida a Destra”.

8. Autorità e strutture pubbliche

I viaggiatori non dovrebbero dimenticare di contattare i rappresentanti delle autorità governative nei casi in cui sia noto risiedano nei vari territori attraversati. Oltre a motivi di cortesia, queste autorità sono spesso assolutamente disponibili ad offrire assistenza con consigli ed altro, il che si può rivelare indispensabile; per esempio, nel Congo è frequente che le piste siano ostruiti da alberi caduti che possono essere rimossi solo con l’aiuto di squadre di locali che devono essere richieste alle autorità locali. I punti di sosta attrezzati nella maggior parte dei territori sono costruiti e gestiti dalle autorità governative ad uso principalmente dei loro funzionari, i quali naturalmente hanno la precedenza nel loro uso, ed un permesso formale deve spesso essere ottenuto da parte dei viaggiatori di passaggio. Di solito, non è possibile ottenere provviste presso queste strutture.

Note esplicative.

Schizzi delle cartine e itinerari.

La maggior parte degli schizzi delle cartine che presentano i tracciati solo alla scala 1:2.000.000. La scala è stata incrementata nelle sezioni ove si è rivelato opportuno mettere in evidenza determinati dettagli, e ridotta ove i dettagli siano di poca importanza o assenti.

Gli itinerari sono stati descritti in modo che possano essere letti nella stessa direzione dei disegni delle cartine; per esempio, quando si viaggi da sud a nord, si leggerà la colonna a destra per la descrizione dell’itinerario viaggiando in quella direzione.

Tutte le distanze sono fornite in miglia, ma è fornita la tabella di conversione in chilometri nell’appendice VX.