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Rallye Méditerranée – Niger (1930) | Africa A Cronometro

Il Rallye Méditerranée – Niger del 1930

Nel 1930 venne organizzata una competizione automobilistica tra Algeria e Niger, il Rallye Méditerranée – Niger, in occasione delle celebrazioni dei cento anni di dominio francese sull’Algeria. Questa corsa è da considerarsi la prima di una serie di iniziative sportive che avevano lo scopo di dimostrare come il Sahara non costituisse più una insormontabile barriera, ma al contrario fosse diventato una via di comunicazione praticabile a tutti tra il Mediterraneo e l’Africa tropicale.

Ad organizzare entrambi gli furono gli avvenimenti fu lo stesso uomo, il generale Octave Meynier.

Nel 1930, lo scopo fu quello verificare i progressi della rete delle piste che erano state tracciate e migliorate per consentire di essere percorse da veicoli a motore, e lungo le quali si erano iniziati  ad attrezzare punti di rifornimento in acqua e combustibile e le prime strutture ove i viaggiatori potevano trovare riparo e ristoro. Le premesse per lo sviluppo del “turismo africano” erano state poste, e si trattava di passare alla sua promozione.

La competizione di regolarità si svolse tra il 5 ed il 25 febbraio 1930 con il patrocinio del quotidiano Le Matin, tradizionalmente interessato e promotore di questo tipo di avventure, e per cui iniziativa era stata organizzata oltre vent’anni prima la leggendaria costa Pechino – Parigi vinta dalla Itala del Principe Scipione Borghese. La corsa vide la partecipazione di cinquanta vetture viaggianti in gruppi per motivi di sicurezza. La Renault schierò due squadre, la squadra “bianca “e quella “verde” dal colore delle vetture. Ad esse si affiancarono delle Cottin-Desgouttes, Citroën, Ford, Bugatti, Talbot, Fiat, Hotchkiss, Panhard, Chenard et Walcker. I punti di partenza dalla costa del Mediterraneo furono cinque (Tunisi, Constantine, Algeri, Orano e Casablanca), dai quali i concorrenti avrebbero raggiunto dopo circa un mese di viaggio le sponde del Niger seguendo itinerari in parte diversi, suddivisi in quindici tappe.

La velocità imposta fu di 30 chilometri orari, con penalità di 5 punti per ogni chilometro orario al di sotto di questa media, e con abbuoni per medie superiori ai 45 chilometri orari. A prevalere furono le Renault Monasix della squadra “Bianca”, che vennero tuttavia penalizzate all’arrivo per l’applicazione di una controversa clausola del regolamento relativa ai pneumatici: nonostante le quattro vetture della squadra fossero all’arrivo dotate dei medesimi pneumatici montati alla partenza, questi erano stati utilizzati indifferentemente da tutte e quattro le vetture della squadra, il che consegnò la vittoria alla squadra Cottin-Desgouttes.

La corsa fu un vero successo, con tutte le vetture che raggiunsero la meta senza che si fosse registrato alcun grave incidente né errori di percorso. Ciò consentì di dimostrare per la prima volta la possibilità di potere raggiungere rapidamente l’Africa Tropicale partendo dalla costa mediterranea utilizzando dei veicoli a motore di uso comune e dai costi relativamente contenuti.