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La storia della Méditerranée – Le Cap | Africa A Cronometro

Storia della Méditerranée – Le Cap

La storia della Mediterranée – Le Cap, alla cui prima edizione della quale Egisto Corradi partecipò e di cui Africa a Cronometro è la cronaca, comincia almeno vent’anni prima, nel 1930, quando venne organizzato una competizione automobilistica tra Algeria e Niger, il Rallye Méditerranée – Niger, in occasione delle celebrazioni dei cento anni di dominio francese sull’Algeria.

A partire dal 1938 l’organizzazione degli Amis du Sahara, sempre a seguito dell’iniziativa di Octave Meynier, intraprese l’organizzazione di un secondo rallye automobilistico internazionale tra il Mediterraneo ed il Capo di Buona Speranza, che avrebbe dovuto rappresentare il seguito naturale del Rallye Méditerranée – Niger del 1930 e consentire di valorizzare i notevoli progressi raggiunti nel frattempo dalle infrastrutture africane. Il percorso passò da 6.000 a 15.000 chilometri.

A causa della Seconda Guerra Mondiale il progetto venne momentaneamente abbandonato, per essere ripreso nel 1950, grazie al contributo dei club automobilistici africani, sotto l’egida della Federazione Automobilistica Internazionale (FIA). Alcune compagnie petrolifere si incaricarono di organizzare i rifornimenti lungo i tracciati prescelti. A loro volta, tutti i paesi attraversati si preoccuparono di assicurare le necessarie infrastrutture per accogliere i concorrenti anche nelle zone attraversate più sperdute.

Anche questa iniziativa ebbe un grande successo, con la partecipazione di 39 equipaggi partenti dalle coste mediterranee che raggiunsero Città del Capo entro il giorno stabilito dagli organizzatori, con un’unica vettura ritirata a causa di un grave guasto durante l’ultima tappa, dopo avere già raggiunto l’Oceano Indiano.

Il successo della competizione fu così straordinario da convincere il Comitato Organizzatore ad accettare di ripetere la corsa ogni due anni. Il Secondo Rallye Méditerranée – Le Cap si svolse così tra il dicembre del 1952 ed il febbraio del 1953, seguendo lo stesso itinerario della prima edizione e riscuotendo il medesimo successo. La corsa consentì di mettere in evidenza e promuovere i progressi che venivano via via realizzati lungo la grande dorsale africana, raccogliendo allo stesso tempo un grande successo di pubblico.

Gli equipaggi iscritti furono 53, con un centinaio di partecipanti di sei diverse nazionalità. Gli equipaggi poterono scegliere tra due diverse modalità di partecipazione: la prima, denominata “Pantera”, aveva una connotazione prettamente turistica ed era indirizzata ai concorrenti che desideravano effettuare soste di alcuni giorni per vistare i luoghi attraversati dopo avere percorso tappe di lunghezza variabile dai 300 ai 500 chilometri. La seconda, denominata “Gazzella”, era invece indirizzata ai piloti desiderosi di cimentarsi in una vera prova di regolarità, e che potevano affrontare il percorso senza l’obbligo di arresti di tappa obbligati.

Ad imporsi fu l’equipaggio italiano Martignoni, Rebezzana e Mazzucchelli alla guida di una Fiat 1900 tipo Kon Tiki specificamente preparata per affrontare questa competizione, e che venne esposta con tutti gli onori allo stand Fiat del Salone dell’Automobile di Torino del 1953.

La terza edizione venne organizzata nel 1955-56, e si svolse in senso opposto, da Sud a Nord, con partenza da Città del Capo l’11 gennaio 1955 ed arrivo ad Algeri dopo un viaggio di 44 giorni, il 25 febbraio.

Al fine di favorire i concorrenti che non avevano a disposizione un mese e mezzo per percorrere l’intero itinerario, il percorso venne diviso due, da Città del Capo a Stanleyville e da Stanleyville ad Algeri. Gli equipaggi partenti da Città del Capo furono dodici, ai quali si aggiunsero altri quattro equipaggi a Stanleyville. A prevalere sul traguardo di Algeri fu ancora Martignoni, questa volta in coppia con lo svizzero Schwartz, a bordo di una Fiat 1100 TV, ex aequo con Haldeman su Ford Ranch Wagon.

La formula della divisione della competizione in due sezione venne mantenuta nella quarta edizione, che tornò a svolgersi da Nord a Sud, da Algeri a Stanleyville e da Stanleyville a Città del Capo. A differenza della terza edizione, i concorrenti potevano scegliere di percorrere solo una delle due tappe; la partenza della prima tappa avvenne da Algeri il 7 gennaio 1959, con arrivo  a Stanleyville il 26 gennaio, mentre la seconda tappa partì dalla città del Congo Belga il 29 gennaio, per raggiungere quindi Città del Capo il 20 febbraio 1959.

Per la prima volta dopo la partecipazione del camion Renault alla prima edizione, vennero iscritti alla competizione anche due veicoli pesanti, un Unic Verdon da 130 CV ed un Unic Tourmalet da 110 CV.

È interessare osservare come tra le 21 vetture iscritte, a parte una sola Land Rover, si contarono solo vetture tra le più diffuse sulle strade d’Europa, tra cui Mercedes 190D, Peugeot 403, Renault Dauphine, Citroën ID e Simca Marly. Al traguardo di Città del Capo, il primo posto venne occupato dalla Mercedes 190D dell’equipaggio tedesco Kling – Günzler, seguito dalla  Citroën ID19 della coppia belga composta da Olivier Gendebien e sua moglie; per dare un’idea di come fossero evolute le strade africane, è sufficiente menzionare che i due camion si classificarono rispettivamente al sesto e settimo posto, con medie orarie rispettivamente di 65 e 60 chilometri orari.

La quinta edizione era destinata a svilupparsi lungo il medesimo percorso, ma nel frattempo la situazione in Africa era cambiata profondamente tanto che sia gli organizzatori che i partecipanti cominciarono a dubitare sulla sua opportunità.

A causa dell’evoluzione crisi politica nell’ex Congo Belga, che presto sarebbe diventato Zaire, la cui indipendenza nel giugno 1960 era stata immediatamente seguita da una grave crisi, non era più possibile attraversare il paese in sicurezza, il che fece temere la cancellazione della competizione.

Gli organizzatori tentarono di individuare un percorso alternativo percorribile dalle automobili che aggirasse lo Zaire, attraverso Sudan, Kenya, Tanganyka e Rhodesia, ma le ricognizioni compiute confermarono che le condizioni delle piste erano tali da rendere l’impresa proibitiva.

Non restavano che due possibilità: rinunciare, rimandando una nuova edizione a tempi migliori, o ridurre drasticamente il percorso, limitandosi a raggiungere la Repubblica Centrafricana. Alla fine si optò per questa seconda soluzione, e la quinta edizione del rallye venne quindi organizzata sul percorso Algeri – Bangui, con partenza il 1 dicembre 1960. A causa del cambio di percorso, la corsa venne ribattezzata “Algeri-Bangui-Algeri”, o “Rallye Alger-Centrafrica e  ritorno”.

Dal punto di visto organizzativo, la novità della quinta edizione fu l’introduzione di una serie di prove di velocità, fortemente volute sia dalle case automobilistiche che dai piloti, oltre che dal pubblico e dai media, e l’organizzazione quindi di due competizioni parallele: una mista ed una di sola regolarità

I quindici equipaggi che presero parte alla prova agonistica percorsero gli 11.400 chilometri del rally in 18 giorni, ed affrontarono quattro prove di velocità in tappe particolarmente difficili, quelle da Tamanrasset a In Guezzam e da In Guezzam a Agades, sia all’andata che, in senso opposto, al ritorno. Ad imporsi fu ancora l’equipaggio tedesco Kling-Günzler a bordo di una Mercedes 220SE. I partecipanti alla competizione di regolarità pura, che venne denominata “Strada Africana”, avrebbero completato la prova in 34 giorni. La tipologia dei veicoli impegnati cambiò decisamente rispetto alle edizioni precedenti, con una significativa partecipazione di vetture a trazione integrale a scapito delle berline da turismo delle edizioni precedenti.

Il commissario sportivo della quinta edizione fu de Cortanze, colui che, in coppia con Mercier, aveva effettuato il riconoscimento di una parte del percorso seguito dalla prima edizione della Méditerranée – Le Cap, e che successivamente avrebbe stabilito il primo record di attraversamento del continente africano in automobile da Città del Capo ad Algeri a bordo di una Peugeot 203. L’organizzazione avrebbe avuto a disposizione veicoli speciali per effettuare collegamenti radio lungo il percorso e un aereo leggero per l’assistenza medica. I premi furono offerti dal Generale De Gaulle, dalle municipalità di Algeri, Ghardaia e Fort Lamy, oltre che dalla rivista Revue Automobile Nord-Africaine. Ai tredici giornalisti al seguito venne messo a disposizione un aereo che fece scalo nelle principali tappe del Rallye.

Fu questa l’ultima edizione. La situazione di instabilità politica nel continente si sarebbe rapidamente aggravata, estendendosi all’Algeria ed al Sahara in generale, rendendo ormai impossibile l’organizzazione di una nuova edizione.