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Octave Meynier | Africa A Cronometro

OCTAVE MEYNIER

Senza Octave Meynier, il rallye Méditerranée – Le Cap non sarebbe esistito.

Nel 1938, il Generale Octave Meynier propose il progetto di organizzare un rallye automobilistico che percorresse l’intero continente africano dal Mediterraneo a città del Capo al Congresso Internazionale di Turismo Africano che si tenne a Costermansville (attuale Bukavu) nel Congo Belga. Rimandato a causa della guerra, il progetto verrà ripreso nel 1950, con il concorso della Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA).

Nel suo libro, Egisto Corradi dedica poche righe all’associazione degli “Amis du Sahara”, che si occuperà dell’organizzazione operativa della competizione e non dice nulla del presidente di questo sodalizio, Octave Meynier, che ricoprì anche la carica di  presidente del Comitato di Organizzazione del Rallye.

Visto il ruolo determinante che questo ufficiale delle truppe coloniali francesi ebbe nella concezione e nell’organizzazione del Rallye, è utile offrire alcune brevi informazioni sulla vita e sulla opere di un uomo che, come pochi altri, contribuì a scrivere la storia della conquista coloniale e della sottomissione del Sahara francese.

Octave Meynier (1874-1961) proviene da una famiglia dalle solide tradizioni militari. È figlio del Generale François Meynier, fratello dello storico Albert Meynier e zio del geografo André Meynier.

Octave Meynier frequenta l’accademia militare di Saint-Cyr. Frequenta l’accademia militare di Saint Cyr insieme all’Emiro Khaled, che nel 1920 fonderà il movimento indipendentista algerino. Esce dell’accademia con il grado di sottotenente e nel 1895 viene inviato nel Sudan Francese.

È considerato discepolo e continuatore dell’opera del Generale François Henry Laperrine (1860-1920), legato da fraterna amicizia a Charles de Faucauld, con il quale era coetaneo e collega di accademia militare.

È nominato aggiunto del tenente-colonnello Jean-François Klobb nella spedizione destinata a neutralizzare ad ogni costo la missione Voulet-Chanoine, i cui crimini orrendi perpetrati ai danni delle popolazioni locali al suo passaggio attraverso i territori dell’Africa Occidentale avevano generato grande sensazione in Francia, tanto da costringere il governo Dupuy, già alle prese con lo scandalo Dreyfuss, ad agire drasticamente onde evitare di gettare ulteriore discredito sull’Armée. Durante questa missione, il colonnello Klobb viene ucciso il 14 luglio 1899 ed il tenente Meynier ferito.

Egli quindi seguirà il capitano Joalland nel 1899-1900 in quella che verrà indicata come missione Joalland-Meynier, il cui scopo è di portare a compimento la realizzazione degli obiettivi militari della precedente missione Voulet-Chanoine.

Egli partecipa il 22 aprile 1900 alla battaglia di Kousséri, località che si trova attualmente all’estremità settentrionale del Camerun, che rappresenterà l’evento culminante di quella campagna e che sancirà la presa di controllo francese della zona del Lago Ciad. Durante quella battaglia perirà il comandante delle forze francesi, il Generale Lamy, mentre Meynier verrà ferito gravemente ad un ginocchio.

Nel 1913 è nominato comandante militare dei Territori delle Oasi e verrà distaccato nell’oasi di Ouargla. Nel 1914 comincia a mettere a punto un programma di modernizzazione dell’Africa mediante la realizzazione di una rete stradale praticabile da veicoli a motore.

Sarà Meynier ad avviare la penetrazione automobilistica del Sahara nel 1915, quando chiede ed ottiene la consegna di alcuni veicoli militari, dei camion Fiat e Rochet-Schneider. Le prime esperienze sono promettenti, e convincono il Colonnello Meynier a tentare un raid tra l’oasi di Ourgla e In Salah con due camion Fiat 15 ter dotati di ruote gemellate. Partiti il 22 luglio 1916, in piena stagione torrida, saranno necessari venti giorni per percorrere i 750 chilometri che separano l’oasi di Ourgla da quella di In Salah, ove giungeranno l’11 agosto. Dal punto di vista tecnico, il raid fu un successo straordinario, nonostante solo uno dei due camion impiegati raggiunse effettivamente la meta. Ciò non impedì ad André Citroën, qualche anno dopo, di sottolineare come la perdita di uno dei due veicoli rappresentasse una chiara  conferma della  superiorità dei suoi veicoli semicingolati sui veicoli a ruote nei territori del Sahara. L’evoluzione della situazione bellica, con le tribù Touareg dell’Hoggar ormai in piena rivolta, determinerà la sospensione delle attività di sperimentazione degli autoveicoli, che non saranno riprese che al termine del conflitto.

Octave Meynier sarà in quel periodo impegnato nelle operazioni militari contro i ribelli libici senussiti che avevano cacciato le truppe di occupazione italiane, come la temporanea riconquista di Djanet il 14 maggio del 1916.

Egli è quindi nominato comandante del 1° Reggimento dei Fucilieri Algerini e viene trasferito in Europa ove, sul fronte di Verdun, viene gravemente ferito il 5 aprile 1918 quando, colpito da un proiettile di obice mentre guidava il reparto all’assalto, perderà il braccio sinistro .

Tornato in Africa come Capo di Gabinetto Militare del Governatore Generale dell’Algeria, Maurice Viollette (nel periodo 1925-27), ed in seguito come Direttore dei Territori, si dedicherà alla realizzazione del programma di modernizzazione delle infrastrutture stradali che aveva avviato ed in seguito abbandonato nel 1914.

Nel 1924 pubblica un’importante studio dal titolo “Tactique Saharienne et Engines Modernes”, nel quale espone una dettagliata analisi dei gravi limiti logistici e militari  dell’utilizzo dei cammelli come esclusivo mezzo di trasporto negli sterminati territori desertici tra il Mediterraneo e l’Africa Tropicale, ed enuncia il suo pieno sostegno all’idea di realizzare una linea ferroviaria trans-sahariana, una rete di strade in grado di consentire collegamenti automobilistici regolari ed infine una rete di aeroporti che permetta di sfruttare le potenzialità dell’aeroplano.

Nel 1927 Meynier fonda l’associazione “Amis du Sahara et de l’Eurafrique”, di cui ricopre anche la carica di presidente.

Nel 1930 organizza il Rallye Automobilistico Méditerranée-Niger che si svilupperà lungo le strade e le piste che erano state modernizzate nell’ambito del programma promosso da Meynier.

Nel 1930 realizza una pubblicazione in occasione del centenario della conquista dell’Algeria da parte della Francia dal titolo “La Pacification du Sahara et la Pénétration Saharienne (1852-1930)”, che rappresenta una sintesi storica della colonizzazione francese di quei territori.

Nel 1931, in collaborazione con il Capitano A. Nabal, egli pubblicherà la prima guida turistica del Sahara, la “Guide Pratique du Tourisme au Sahara”.

Si ritirerà dal servizio attivo nel 1935 con il grado di Generale di Brigata.

Convinto che i rallye automobilistici fossero uno strumento molto efficace e dai benefici immediati per promuovere la comunicazione tra le popolazioni che vivevano sulle sponde del Mediterraneo con quelle dei territori dell’interno del continente e agevolare le comunicazioni terrestri tra questi, egli organizzerà nel 1950 il primo rallye automobilistico trans-africano, la Méditerranée-Le Cap.