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Delahaye Type 171 | Africa A Cronometro

DELAHAYE TYPE 171

La Delahaye per le colonie

Nota:

La documentazione sulla Delahaye Type 171 è molto scarsa; per realizzare il testo che segue si sono rivelate preziose le informazioni raccolte da Valentin Denkins:

http://blog.doctissimo.fr/phedor/delahaye-delahaye-colonies-2264390.html

Il testo è stato adattato e completato in alcune parti, oltre che arricchito dalle immagini relative ai mezzi che parteciparono alla Méd – Le Cap provenienti dalla collezione degli autori..

Dovendo decidere quale vettura mettere su di un francobollo commemorativo della prima edizione della Méditerranée – Le Cap del 1951, la scelta cadrebbe probabilmente sulla Delahaye 171.

I motivi sono diversi: anzitutto era un veicolo nuovo, che era stato presentato al pubblico nell’autunno del 1950 durante il Salone Internazionale dell’Auto di Parigi. Si trattava poi di un veicolo concepito espressamente per i mercati coloniali, e presentava tutte quelle caratteristiche tecniche e funzionali che in quei giorni, almeno in Francia, venivano ritenute indispensabili per una vettura di questo tipo (vedere pagina dedicata alla vettura coloniale). Entrambe queste considerazioni sono tuttavia valide anche per un altro veicolo che ebbe il suo battesimo ufficiale sulle piste africane in quell’inverno del 1950-51, e cioè la Renault Colorale.

Ciò che fa pendere la bilancia a favore della Delahaye, oltre all’esoticità del marchio, il fatto che questa fu, nei fatti, la vettura ufficiale della competizione. Non solo ben tre esemplari vennero iscritti alla corsa dalla squadra dell’Esercito Francese (due Pick Up a telone rialzato ed un break, battezzati Languedoc, Auvergne e Lorraine), ma un altro esemplare partecipò condotto da un equipaggio privato (un Pick Up con telone a livello cabina e di colore scuro), e almeno altri tre vennero utilizzati dall’organizzazione. Il primo, in versione break, venne utilizzato dal direttore di corsa, il colonnello Nabal sia nella fase preliminare di riconoscimento del tracciato nel tratto sahariano che durante la competizione. Il secondo, sempre in versione break, battezzato Provence, venne utilizzato dalla Radio Nazionale Francese per effettuare i quotidiani collegamenti in diretta dal campo di gara, e seguì la competizione al seguito della Squadra Militare Francese.  Il terzo infine, un Pick up a telone rialzato, fu messo a disposizione dell’Équipe cinematografica che doveva realizzare per conto del Ministero della Cultura un lungometraggio sulla competizione.

Abbiamo accennato al fatto che sia la Tipo 171 che la Colorale rappresentavano la risposta dell’industria transalpina alla domanda di un veicolo espressamente concepito per i mercati coloniali: questa affermazione è certamente vera in generale, ma la Tipo 171 era un veicolo più specializzato e con meno compromessi rispetto alla Colorale.

Anche l’Armée, che era da sempre fedele cliente di Renault con cui aveva avuto un lungo rapporto di collaborazione, tratterà la Colorale con scettica indifferenza, ed invece adotterà la Type 171 (e la sua sorella VLR) come il veicolo di collegamento e trasporto leggero (e ricognizione) per le sue truppe d’oltremare durante la prima metà degli anni cinquanta.

La Delahaye Type 171 appariva essere veramente la macchina giusta per le colonie.

Fig. 1:  Foto ufficiale distribuita alla stampa dell’epoca al Salone di Parigi del 1950. Si tratta della prima versione della Type 171 Pick Up  riconoscibile per il cassone stretto

Fig. 2. Veduta frontale della Tipo 171

Fig. 3:  Immagine tratta dal catalogo della Tipo 171 distribuito al Salone di Parigi del 1952

La Delahaye è stata una casa automobilistica francese attiva dal 1894 al 1954, nota principalmente come produttore di vetture esclusive.

Delahaye non si limitò tuttavia a produrre solo vetture di lusso. Come Hotchkiss in Francia, Mercedes in Germania e Lancia in Italia, il marchio di Rue du Banquier si è a lungo cimentato anche nella produzione di veicoli pesanti, in particolare a veicoli antincendio.

Alla fine degli anni ’40, ai dirigenti della società, come a Pierre Lefancheaux che dirigeva Renault, viene l’idea di creare un veicolo che sia a metà strada tra un camion leggero ed una vettura da turismo e che sia anzitutto destinato al mercato delle colonie, prive di una rete stradale degna di questo nome, ed alle campagne. Presso Renault, questo progetto si concretizzerà nella produzione della Colorale. Nel caso di Delahaye, diede origine alla Tipo 171.

Tenendo conto del fatto che vendere belle vetture sportive stava diventando sempre più difficile, la Tipo 171 sembrò rappresentare una alternativa destinata a garantire volumi di produzione più stabili e maggiori ritorni economici, anche a seguito del successo che stava riscuotendo la VLR. Fu così che la direzione di Rue du Banquier penso di raddoppiare, inserendo in catalogo una vettura coloniale che disponesse di un generoso sbalzo dal suolo, di una certa capacità di carico (1 tonnellata), predisposta per essere carrozzata sia come pick-up che come famigliare ecc.

La prima presentazione ufficiale della nuova Type 171, tanto discreta da non avere quasi lasciato tracce, sembra avvenne al Salone di Parigi del 1949 (in assenza di fonti certe, siano esse foto o altri documenti, indichiamo la fonte di questa informazione: Bellu, R., Toutes les voitures françaises 1951, Automobilia HS 18, Ed. Histoire ed Collection, 1° trim. 2001, pagina 28). Il prototipo venne semplicemente parcheggiato nello stand dei veicoli commerciali della società, tra l’indifferenza dalla folla dei visitatori e della stampa specializzata…

Diversamente andarono le cose l’anno successivo: al Salone del 1950 alla type 171 venne assegnato un posto di rilievo tra l’esclusiva produzione della marca, la stampa venne dettagliatamente infomata sulla strategia del prodotto e sulle sue carateristiche ed l’interesse del pubblico venne attirata con una presentazione ed un catalogo inusuali per quello che era, in fondo, un semplice furgone con delle ruote smisurate. LA versione presentata fu il Pick Up a benna stretta che appare nella foto ufficiale distribuita alla stampa dell’epoca (Fig.1).

Di fatto, il vero inizio della sua carriera commerciale e della sua promozione avvenne con il primo Rallye Méditerranée – Le Cap che si svolse dal 31 dicembre 1950 al 20 febbraio 1951. In occasione di questa difficile prova trans-africana, il nuovo veicolo coloniale Delahaye ebbe l’opportunità di farsi conoscere nel suo terreno preferito, confermando la sua robustezza e la sua idoneità ad affrontare le difficili piste del continente nero al quale era prevalentemente destinato. E non fallì: la squadra Delahaye che comprendeva, oltre a tre VLR, un break e due pick-up 171, percorse agevolmente i 14.395 chilometri del rallye, affermandosi sia nella classifica individuale con il break dell’equipaggio condotto da che in quella a squadre!

Come dimostrato dall’immagine tratta dal catalogo della Tipo 171 distribuito al Salone di Parigi del 1952 (Fig. 3) a quasi due anni dalla sua affermazione sulle piste del Rallye Méditerranée – Le Cap il dipartimento commerciale di Rue de Banquier continuava a sfruttare quell’avvenimento.

Fig. 4: La Type 171 Break dell’organizazione utilizzata dal colonnello Nabal. Quello che si vede sulla portiera é il logo della Shell, uno degli sponsor principali della competizione

Fig. 5: Uno dei due Pick Up della Squadra Militare Francese nella rituale fotografia ricordo al passaggio dell’Equatore

Fig. 6: La Type 171 Pick Up “civile” di Dezmazieres padre e figlio impegnata sull’Atlante

La prima versione della Tipo 171 Pick Up prodotta nel 1950 era riconoscibile per il cassone stretto (vedi Fig. 1). Questa soluzione consentiva di avere un piano carico perfettamente piano, sacrificandone tuttavia la larghezza. Successivamente, sarebbe stato disponibile anche in versione benna larga che si estendeva al sopra dei passa ruota, con la ruota di scorta montata all’interno nella parte anteriore della benna. La larghezza della benna era maggiore, ma il piano di carico era comunque limitato dalla ruota di scorta e dai passaruota.

Il motore della Type 171 era il collaudato 6 cilindri in linea che era montato anche sul modello 135 M, leggermente modificato per consentire l’uso di benzine di qualità inferiore (il che comportò la riduzione della compressione da 8,5 a 6,9 o anche a 6,5), senza tuttavia sacrificare troppo la potenza (che era si 100 CV con compressione di 6,9 e circa 80 CV con compressione di 6,5 contro i 100/105 CV della 135 M), i modo da fornire a questa macchina imponente doti dinamiche almeno sufficienti.

La disponibilitá della versione break è incerta. In generale oggi si tende a sostenere che questa versione sia stata realizzata in un secondo tempo, alcuni datando la sua introduzione addirittura al 1952. In realtá, come dimostrato dalla tipologia dei veicoli che parteciparono alla Méd – Le Cap di cui tre su sette erano Break, questa versione era giá stata allestita nelle prime fasi del progetto e messa in produzione nella seconda metá del 1950. Considerando che il Salone di Parigi del 1950, ove avvenne la presentazione del Pick Up, si svolse in ottobre, è molto probabile che la produzione delle due versioni avvenne in parallelo, e che, se uno sfalsamento c’è stato, questo ha riguardato solo la disponibilitá della versione Break al pubblico civile.

Il motivo ad orecchia ai lati del cofano anteriore richiama quello della Rosengart Supercinq del 1940 e del prototipo della Supercinq del 1947.

Le grandi ruote da 7.00×20 o 9.00×16 gli conferivano una notevole distanza da terra, consento alla Tipo 171 di affrontare con facilità anche piste pietrose, anche se il fatto di essere dotato di sole due ruote motrici, associato ad un peso di quasi due tonnellate, non ne consigliavano un uso troppo radicale in fuoristrada… Per questo motivo, venne realizzata anche una versione a trazione integrale da parte della societá Herwaythorn, specializzata in questo tipo di trasformazioni.

L’abitacolo era realizzato dalla Carrozzeria Levallois, probabilmente presso gli impianti che erano stati della Delage, glorioso produttore francese che Delahaye rilevò nel 1935.

Fig. 7. Copertina del catalogo 1950

Fig. 8. Il motore che equipaggiava la Tipo 171 in una illustrazione tratta dal catalogo del 1950. Il motivo delle palme in trasparenza delle pagine interne, così come l’immagine della copertina, richiama la vocazione essenzialmente coloniale della vettura

Fig. 9. L’abitacolo in un’immagina tratta dal medesimo catalogo

La sua calandra (Fig. 2) non mostra evidentemente alcuna parentela con quella della 135 o della successiva 235. Dall’immagine risulta evidente la notevole altezza (quasi 2 metri!), anche se questo esemplare sembra essere dotato di ruote adatte più ad un uso stradale invece dei grossi pneumatici che appaiono in Fig. 1.

Al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare, alla Tipo 171 venne dedicato un catalogo molto migliore di quello della produzione di lusso della marca (vedi Fig. 7). Questo fatto conferma da un lato il ruolo sempre più marginale della produzione di vetture di lusso, perdendo gradualmente rilevanza nelle strategie dei dirigenti Delahaye, ma dall’altro evidenza in modo speculare le incoraggianti prospettive che sembravano attendere il nuovo modello. Tutto in bicromia, il catalogo testimonia della assoluta fiducia che veniva riposta nella nuova vettura, a maggior ragione tenendo conto che si trattava di un veicolo commerciale e che i mezzi a disposizione della marca erano sempre più limitati.

Il motore (Fig. 8) derivava direttamente da quello della 135 M ed era un 6 cilindri in linea alimentato a benzina di 3557 cc dotato, a differenza della sua versione sportiva, di un solo carburatore.

Certamente l’abitacolo (Fig. 9) non aveva nulla a che spartire con quello di una 135, ma la dotazione e le finiture erano ben lungi dall’essere deludenti per una vettura destinata all’uso utilitario.

I pannelli delle portiere sono rivestiti in metallo verniciato, il pavimento le ricoperto da un tappetino di gomma molto resistente e facilmente lavabile, avendo ben presente le condizioni climatiche tropicali nelle quali, nelle intenzioni dei suoi progettisti, il veicolo si sarebbe trovato prevalentemente a circolare. Il volante, come sulla 175 e contrariamente agli altri veicolo prodotti da Delahaye, è montato a sinistra. Il parabrezza è ribaltabile.

Fig. 10: Un Pick Up dell’Armée mentre sale su un traghetto

Fig. 11: La “corte” della Missione Cinematografica Francese

Fig. 12: La Break di Monnier seriamente danneggiata dopo il drammatico incidente che non ha impedito loro di giungere vittoriosi a Cittá del Capo

La gamma comprendeva anche la versione break a 9 posti (vedi Fig.13), verisione utilizzata nella Méditerranée – Le Cap dall’equipaggio di Monnier che si classificó al primo posto, oltre che dal direttore di corsa, il colonnello Nabal, e dal team della Radio Nazionale Francese. Sempre realizzata dalla Carrozzerie Levallois, questa rappresenta l’incrocio tra una famigliare ed un veicolo da lavoro in modo molto più accentuato delle versioni pick up che lo avrebbero preceduto e seguito. Dal punto di vista della carrozzeria, non venne introdotta alcuna modifica di rilievo, eccezion fatta per un dettaglio a malapena visibile nella figura: l’aggiunta del logo Delahaye sopra la calandra, e che non compare nella veduta frontale in Fig. 2.

 In Fig. 14 si possono apprezzare alcuni dettagli di della vettura: le pedane, il rivestimento in lamiera delle portiere, i vetri scorrevoli verticalmente, i vetri posteriori scorrevoli, il parabrezza apribile. Queste ultime tre caratteristiche erano tutt’altro che inutili nell’Africa francese e negli altri mercati ove la vettura era venduta (alcuni esemplari troveranno anche la via del Brasile).

A ben guardare ed a dispetto delle ragguardevoli dimensioni, con i suoi 5,20 metri abbondanti di lunghezza, 1,93 metri di larghezza e 2,30 metri di altezza, al break 171 non manca una certa eleganza …( Fig. 15). Lo spazioso modulo posteriore permise di approntarne anche una versione ambulanza.

La produzione della Tipo 171 si protrarrà fino al 1954 e ne vennero costruiti in totale 1,082 esemplari. Dopo una partenza incerta, la vettura vedrà una rapida crescita delle vendite in seguito al trionfo della Méditerranée – Le Cap dell’inverno 1950-51, e, fino al Salone di Parigi del 1952, i ritmi di produzione si mantennero a livelli elevati, tenendo conto del mercato cui si indirizzava, di una trentina di esemplari al mese. Ma proprio a causa del fatto che era un mezzo specificamente orientato verso i mercati coloniali, la domanda inizio presto a calare, e nel corso dell’ultimo anno di produzione (1954) ne vennero assemblati solo 28 esemplari. Le vetture dell’ultima serie vennero dotate di un cofano motore rinforzato, riconoscibile per le caratteristiche modanature che si prolungano lungo le parti laterali. Questa fu una delle poche modifiche introdotte nel corso della sua relativamente breve carriera. Per quanto riguarda il numero degli esemplari sopravvissuti, questi non dovrebbero superare le dita di due mani …

Fig. 13. Versione break a 9 posti

Fig. 14. Dettagli della versione break 9 posti

Fig. 15. Vista tre quarti posteriore del medesimo esemplare

Caratteristiche tecniche

Motore 20 CF (potenza fiscale), 3557 cc (84×107 mm), 6 cilindri in linea raffreddato ad acqua, sviluppante 100 CV a 3500 giri/min con compressione 6,5.

Trasmissione classica, motore anteriore e trazione posteriore, cambio meccanico a 4 marce con 1a. non sincronizzata.

Freni idraulici

Volante a sinistra, con sistema a vite e rullo.

Sospensioni a ponte rigido sia all’avantreno che al retrotreno e ammortizzatori a balestre montate longitudinalmente.

Pneumatici 7.00×20 o, a richiesta, 9.00×16.

Dimensioni:

Passo: 320 cm

Carreggiata: 159 cm

Lunghezza mod. Break: 522 cm

Lunghezza mod. Pick up: 515 cm

Larghezza: 193 cm

Altezza mod. Break: 230 cm

Altezza mod. Pick up: 205 cm

Peso a secco: 1930 chili (Pick up)

Velocità massima: 90 km/h

Prezzo modello Pick Up versione benna stretta: 991.500 F al Salone di Parigi del 1950, prezzo che lievitó  fino a superare 1.500.000 F per la versione Break nel 1954.