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Lancia Aprilia | Africa A Cronometro

LA LANCIA APRILIA

Quando nell’estate del 1939 la Lancia decise di mettere in produzione la nuova berlina tipo 438, l’Aprilia era già una vettura all’apice del successo grazie a 10.354 esemplari venduti in meno di 3 anni.

Sostanzialmente la nuova versione è più una ottimizzazione che una evoluzione della precedente berlina tipo 238. Tale è la confidenza con questa vettura da parte della dirigenza aziendale che, alla fine dello stesso anno, viene presentata l’Ardea, con motore di 903cc, che altro non è se non una versione in scala 9:10 dell’Aprilia stessa.

 

Copertina del depliant del modello II serie, primavera 1946

Immagine dal depliant del modello II serie, primavera 1946

L’Aprilia 1939 e l’Ardea affiancate, si apprezzano le dimensioni esterne (foto Stefano Bricarelli)

Dunque la nuova berlina Aprilia dispone di un motore, il tipo 99 di 1486,5cc, che rispetto al precedente tipo 97 di 1351,7cc ha l’alesaggio aumentato e la corsa allungata, mentre il valore dell’angolo dei cilindri è lievemente diminuito. Il blocco motore è fissato alla scocca tramite una nuova balestra, singola e più elastica, e dispone di un nuovo carburatore e di una frizione più robusta. Sviluppa anche un paio di cavalli in più del tipo 97. La novità sta nella sospensione anteriore che è stata riprogettata dall’Ing. Francesco De Virgilio e dispone ora di un nuovo sistema di lubrificazione. Nel corso di 10 anni di produzione, l‘Aprilia subirà alcune sostanziali modifiche: gli ammortizzatori idraulici tipo Houdaille alle sospensioni posteriori (1940), i freni tipo Sabif con serbatoio a pressione (1946), l’impianto elettrico a 12 volt con una nuova dinamo, nuove candele ed una nuova batteria (1947).

Al suo ingresso sul mercato il prezzo di listino era di 30.350 lire, cifra che confrontata con la concorrenza era di circa 8000 lire superiore rispetto alla Fiat 6C1500 e di circa 2000 lire in più rispetto alla Bianchi S9.

Pur essendo una vettura dalla meccanica sofisticata, l’Aprilia berlina di serie aveva già dimostrato la sua efficienza in due edizioni della Mille Miglia e della Liegi-Roma-Liegi anche nell’uso “fuoristradistico”. Sembrerebbe questo un paradosso, ma va ricordato che alla fine degli anni ’30, in Italia, la maggior parte delle strade statali non erano ancora asfaltate e nelle colonie la situazione non era certo migliore, tranne che in alcuni rari casi.

Un episodio poco noto è il viaggio compiuto nell’estate del 1939 dal Regio Questore dell’Asmara, il colonnello Giuseppe Gozzi, che a bordo della sua Aprilia di servizio raggiunse il porto di Assab attraversando la regione della Dancalia, l’impervia area dell’Eritrea che alterna un’altitudine media di circa 2500 mt. a zone depressionarie situate 150 mt. sotto il livello del mare. Viaggiando per tre giorni fece 2 tappe, a Macallè e Dessiè, ed in 22 ore effettive di marcia e circa 1200 Km, tutti su piste, raggiunse la destinazione senza neanche forare un pneumatico. Oggi, per motivi del tutto diversi, non sarebbe possibile rifare lo stesso percorso e sarebbero necessarie 29 ore di viaggio, senza traffico, per coprire 1979 Km.

Spaccato del motore tipo 99 (dalla rivista The Autocar)

L’attraversamento del bassopiano Dancalo nei pressi di Goudouk

Il colonnello Gozzi sulla spiaggia di Assab

Il Generale Alessandro Gloria, comandante della 25^ Divisione di fanteria Bologna, a fianco della sua Aprilia Torpedo coloniale. Cirenaica, 1941

Giannino Marzotto taglia il traguardo della II edizione della coppa delle Dolomiti vincendo la categoria (Cortina d’Ampezzo, 1948)

Il motore tipo 99, con un filtro dell’aria diverso, venne montato sulla versione Torpedo coloniale dell’Aprilia, assegnata al Regio Esercito ed impiegata in Nord-Africa. Sarà la 132^ Divisione corazzata Ariete a fare il test “sul campo” tra la battaglia di Bir el Gobi e quella di El Alamein.

Mentre a Torino, nel 1942, alcune decine di motori serviranno da generatori per i fari della difesa antiaerea.

Nell’immediato dopoguerra la berlina Aprilia è l’unica vettura della categoria che può ancora considerarsi prestazionale. Tutti i piloti nazionali che ambivano a vincere il mitico trofeo del “Volante d’argento”, Giovanni Bracco, Pietro Taruffi e Giannino Marzotto solo per citarne alcuni, la impiegarono con successo nelle competizioni tra il 1947 ed il 1949. Il palmares è di tutto rispetto per una berlina di serie: la vettura è prima di categoria nella I, II e III coppa delle Dolomiti; nella I, II e II coppa Stella Alpina; nella XXXII e XXXIII Targa Florio; nel I e II giro dell’Umbria; nella XIV Mille Miglia; nella I coppa della Toscana e nel I giro delle Calabrie. Dopo la sua uscita di produzione, avvenuta nell’ ottobre del 1949 con 9728 esemplari costruiti, l’Aprilia si afferma ancora prima di categoria nella XVIII e XIX Mille Miglia, nella XXXIV Targa Florio, nella II coppa della Toscana, nel II giro dell’Umbria, nella IV coppa delle Dolomiti, nel II e III giro delle Calabrie, nell’ XI giro di Sicilia ed infine nel IV rallye del Sestriere, ultima vittoria risalente al 1953.

Senza dimenticare la mitica impresa della Mediterranée -Le Cap compiuta da Barracco e Quaranta che sul medesimo percorso di gara, sia all’andata che al ritorno, percorsero oltre 30.000 Km senza un guasto meccanico….